depressione

Depressione e ipnosi

Il disturbo depressivo maggiore (noto anche come depressione clinica, depressione maggiore, depressione unipolare, disturbo unipolare o depressione ricorrente, nel caso di ripetuti episodi) è una patologia dell’umore, caratterizzata da:

  • Stato emotivo prolungato di tristezza e senso di colpa
  • Perdita d’interesse generale
  • Sconforto, disperazione, sensazione di vuoto, infelicità, pessimismo.
  • Pensieri ricorrenti di morte.
  • Insonnia
  • Durata dei sintomi per la maggior parte del giorno per un periodo di due settimane (secondo i criteri diagnostici del DSM-IV-TR).

Il disturbo depressivo maggiore è una malattia invalidante che colpisce negativamente la vita familiare, lavorativa, lo studio, le abitudini riguardo al sonno e al mangiare e la salute generale della persona colpita. La diagnosi si basa sulle esperienze auto-riferite dal paziente, sul comportamento riportato da parenti o amici e un esame dello stato mentale. Il momento più comune di esordio è tra i 20 e i 30 anni, con un picco tra i 30 e i 40 anni.

Il decorso della malattia è molto variabile, da un episodio della durata di alcune settimane, a un disordine perdurante per tutta la vita con ricorrenti episodi di depressione maggiore.

Tipicamente, i pazienti sono trattati con farmaci antidepressivi e anche con la psicoterapia.

Ci sono prove sostanziali che la psicoterapia per il trattamento della depressione può essere molto efficace (Antonuccio, Danton & DeNelsky, 1995). Nei casi in cui è possibile sottoporre un paziente a psicoterapia, è altresì possibile l’uso dell’ipnosi clinica (Spanos & Coe, 1992; Yapko, 1990,1995).

Le ricerche mostrano che trattamenti che impiegano l’ipnosi rispetto ad altri diversi trattamenti, hanno la probabilità di ottenere un risultato significativo più favorevole (Kirsch, Montgomery & Sapirstein, 1995; Lynn, Kirsch, Barabasz, Cardena & Patterson, 2000; Schoenberger, 2000).

L’ipnosi è utile nel ridurre i sintomi comuni di depressione maggiore agendo direttamente sul senso d’impotenza e di disperazione del paziente. L’aspettativa negativa, che genera di fatto il senso di sconforto e assenza di speranza, è una questione centrale nel trattamento della depressione. (Beck, Rush, Shaw & Emery, 1979). La progressione di età che l’ipnosi annovera tra le sue tecniche come veicolo per rendere concreto una visione positiva e motivante del futuro, risulta pertanto essere utile per recuperare tali capacità. (Torem, 1987, 1992; Yapko, 1988 1990, 1992).

L’ipnosi è anche efficace nel facilitare l’apprendimento di nuove competenze e riduzioni di fattori di rischio tra cui i disturbi del sonno e la sensazione di affaticamento. Per ragioni attualmente sconosciute vi è una correlazione tra insonnia e ricadute successive. E’ stato osservato di fatto che quando vi è una remissione del disturbo del sonno, statisticamente la persona ha un ridotto numero di recidive.

L’acquisizione di competenze per fronteggiare lo stress si sono dimostrate anche esse utili per ridurre la depressione. In particolar modo la capacità di distinguere le aspettative realistiche da quelle non realistiche. In tal senso l’ipnosi può aiutare in questo sforzo terapeutico incoraggiando una strategia per un più efficace “test di realtà “(Yapko, 2001). Aiutare le persone a imparare a “rallentare” il loro pensiero, a ridurre le loro elucubrazioni, stabilire più forti confini tra il loro lavoro e vita personale, sono tutti obiettivi utili a evitare recidive. L’ipnosi può essere altresì un efficace veicolo per l’insegnamento di tali competenze, utilizzandola seppure solo come tecnica di rilassamento. Di Fatto un rilassamento muscolare profondo e altre forme di strategie di rilassamento progressivo aiutano il paziente a recuperare una capacità di addormentarsi naturalmente. Studi controllati suggeriscono in effetti come si ottengano miglioramenti duraturi ed efficaci in tal senso (Thase, 2000.).

L’ipnosi è stata descritta nella letteratura clinica come un significativo mezzo per migliorare il senso dell’empowerment personale. Attraverso lo sviluppo di personali risorse che in precedenza erano non riconosciute o non sviluppate da un paziente, o attraverso la facilitazione di riposo e una disponibilità ad apprendere nuove competenze, come pure per aumentare il senso di realtà. Altro ulteriore vantaggio è la possibilità di utilizzare l’ipnosi in modo autonomo (autoipnosi) utile per ridurre il senso di vittimizzazione associato con la depressione, e anche molti dei sintomi della depressione stessa.

L’efficacia dell’ipnosi nel trattamento dei sintomi depressivi è stato sottoposto anche a una meta-analisi. La dimensione dell’effetto combinato di ipnosi per i sintomi depressivi era 0,57. L’ipnosi risulta quindi un metodo utile per migliorare significativamente i sintomi della depressione (p <.001). (Shih M, Yang YH, Koo M. 2009). La letteratura scientifica non sembra riportare dati che indichino effetti collaterali dell’uso dell’ipnosi nella cura della depressione, forse perché quando usata in modo professionale essa non presenta conseguenze degne di nota. Inoltre, essendo la depressione un disturbo complesso necessita comunque di trattamenti integrati.

 Bibliografia

 AA.VV. (2000). DSM IV-TR – Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. Milano: Masson.

 Antonuccio, Danton & DeNelsky (1995). “Psychotherapy versus medication for depression: Challenging the conventional wisdom with data.”  professional Psychology:Research and Practice, 26,6,574-585.

 Spanos, N. & Coe, W. (1992). “A socialpsychological approach to hypnosis.” In E. Fromm & M. Nash (Eds.), Contemporary hypnosis research (pp.102-130). New York: Guilford.

 Kirsch, I., Montgomery, G., & Sapirstein, G.(1995). “Hypnosis as an adjunct to cognitivebehavioral psychotherapy: A meta-analysis.” Journal of Consulting and Clinical Psychology,63, 214-220. Cardena & Patterson, 2000; Schoenberger, 2000

 Beck, A., Rush, A., Shaw, B., & & Emery, G. (1979). Cognitive therapy of depression. New York: Guilford.

 Torem, M. (1988). “Hypnosis in the treatment of depression.” In W. Wester (Ed.), Clinical hypnosis: A case management approach (p.288-301). Cincinnati, OH: Behavioral Science Center.

 Torem, M. (1992). “Back from the future: A powerful age progression technique.” American Journal of Clinical Hypnosis, 35, 2:81-88.

 Yapko, 1988 1990, 1992

Yapko, M. (1988). When living hurts: Directives for treating depression. New York: Brunner/Mazel.

 Yapko, M. (1990). Trancework: An introduction to the practice of clinical hypnosis (2nd ed.).New York: Brunner/Mazel.

 Yapko, M. (1992). Hypnosis and the treatment of depressions. New York: Brunner/Mazel.

 Yapko, M. (2001). Treating depression with hypnosis: Integrating cognitive-behavioral and strategic approaches. Philadelphia, PA.: Brunner/Routledge.

 Thase, M. (2000). “Treatment issues related to sleep and depression.” Journal of Clinical Psychiatry, 61,(suppl. 11): 46-50.

 Shih M, Yang YH, Koo M. 2009. “A meta-analysis of hypnosis in the treatment of depressive symptoms: a brief communication.” Int J Clin Exp Hypn, Oct;57(4):431-42

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