Pubblicazioni

Il cervello schizofrenico
A.Bevilacqua-A.Iacovelli
(Scione editore)

cervelloschizofrenicoGli autori, nel corso del loro studio, hanno valutato l’efficacia di un modello che considerasse più variabili nella produzione del comportamento psicotico, valutandone le componenti biologiche e genetiche, quelle neurobiologiche, ed infine quelle più strettamente psicologiche.
In particolare, dal punto di vista biologico, hanno esaminato dapprima una serie di studi sulle possibili cause genetiche della schizofrenia ed hanno poi preso in considerazione le possibil predisposizioni legate ad alterazioni dello sviluppo neuronale responsabili dei cambiamenti metabolici capaci di determinare una sintomatologia psicotica. Infine, hanno valutato alcune recenti ricerche che consentono di considerare alcune molecole, tra le quali principalmente il Nerve Growth Factor (NGF) e la colecistochinina (CCK) come possibili cofattori della schizofrenia.

ipnosi rivista siiIacovelli A. “L’utilizzo dell’ipnosi come tecnica ausiliaria nel recupero di soggetti tossicodipendenti in trattamento in una comunità terapeutica”. Ipnosi n°1; 2012 pag. 45-62; Franco Angeli, Milano.

L’utilizzo dell’ipnosi, in una comunità terapeutica per tossicodipendenti, offre un notevole ausilio allo sforzo congiunto dell’operatore/terapeuta e dell’utente/paziente per ridurre e/o evitare le recidive da uso e abuso di sostanze stupefacenti nonché per modificare alcuni dei processi psicodinamici sottostanti ai comportamenti orientati alla (tossico)-dipendenza. In questo articolo, facendo riferimento ad una modalità di trattamento residenziale presso una comunità terapeutica e sulla base di alcune delle teorie psicodinamiche sull’eziopatogenesi della tossicodipendenza, verrà riportato un caso clinico per spiegare la modalità di utilizzo dell’ipnosi, in particolar modo l’uso della tecnica di disseminazione e della tecnica regressiva per modificare le dinamiche psichiche sottese all’addiction e ristrutturare esperienze traumatiche infantili.